FILTRO UV-B: Ethylhexyl Methoxycinnamate
lunedì 14 aprile 2025
SCCS OPINIONE SUL FILTRO SOLARE ETHYLHEXYL METHOXYCINNAMATE
lunedì 14 giugno 2021
TANORESSIA = FAME DI SOLE
Questa “fame da
abbronzatura” è stata descritta per la prima volta da dermatologi texani nel
2005, colpisce il 20% della popolazione soprattutto femminile: donne tra i 25 e
i 54 anni di età, sportive, tendenzialmente magre (osservano diete rigide), attente
alla cura cosmetica personale (usano creme, sieri, maschere idratanti e
antiaging), si espongono al sole meglio con creme superabbronzanti e si
sottopongono a sedute con lampade UV sia d’estate che d’inverno. Non hanno una
buona immagine di sé, sono insicure e si sentono meglio solo se abbronzate.
Sappiamo che il sole fa
bene, è un antidepressivo naturale e permette il rilascio di neurotrasmettitori
come la serotonina e la dopamina: sostanze che diminuiscono il senso di ansia e
migliorano l’umore. Ma il sole presenta anche il suo conto: melanomi, macchie
solari, rughe estese, secchezza cutanea, perdita di elasticità – solo per citare
alcuni effetti.
Uno studio condotto dal
Dott. Cagnoni dell'Istituto
di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG) ha verificato come l’utilizzo di farmaci
serotoninergici (che aumentano la permanenza della serotonina nello spazio
sinaptico tra i neuroni) porti le pazienti a liberarsi da questa compulsione.
Cerchiamo di esporci con attenzione al sole, esistono applicazioni scaricabili sul nostro telefono per capire il nostro fototipo e l’irraggiamento solare della località in cui ci si trova!
lunedì 26 novembre 2018
PALAU, ISOLA CARAIBICA DI BONAIRE, HAWAII, RIVIERA MAYA IN MESSICO: stati che mettono al bando alcuni filtri solari dall’effetto genotossico
Uno
studio pubblicato il 20 ottobre del 2015 sulla rivista “Archives
of Environmental contamination and Toxycology” dal titolo “Toxicopathological Effects of the
Sunscreen UV Filter, Oxybenzone (Benzophenone-3), on Coral Planulae and
Cultured Primary Cells and Its Environmental Contamination in Hawaii and the
U.S. Virgin Islands” ha dimostrato che l’Oxybenzone altera il DNA dei coralli e si trova in
concentrazioni elevate nella barriera corallina delle Hawaii e dei Caraibi.
La
ricerca ha studiato gli effetti in vivo ed in vitro dell’Oxybenzone sulla forma
larvale (planula) del corallo Stylophora
pistillata e di altre sei specie di coralli.
Nell’articolo
si legge infatti che “…oxybenzone
transformed planulae from a motile state to a deformed, sessile condition. Planulae
exhibited an increasing rate of coral bleaching in response to increasing
concentrations of oxybenzone. Oxybenzone is a genotoxicant to corals,
exhibiting a positive relationship between DNA-AP lesions and increasing
oxybenzone concentrations. Oxybenzone is a skeletal endocrine disruptor; it
induced ossification of the planula, encasing the entire planula in its own
skeleton …”.
lunedì 31 luglio 2017
LUCI E OMBRE DEL BIOSSIDO DI TITANIO NANO E RIVESTITO
domenica 20 dicembre 2015
FILTRI SOLARI: ULTIME NOVITA’ DAL MONDO DELLA COSMESI
Il
sole è fondamentale per la nostra salute per diversi motivi: produzione della
vitamina D, riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca,
azione antidepressiva e potenziamento del sistema immunitario; a livello
cutaneo azione trofica sui tessuti (scambi cellulari, circolazione sanguigna e
ricambio cellulare), battericida e abbronzatura (meccanismo di difesa della
cute).
Alcuni
batteri, alghe, funghi e invertebrati marini producono delle sostanze che
proteggono dai raggi UV: si tratta di aminoacidi micosporinasimili (MAA) e
sostanze antiossidanti dette gadusol.domenica 15 novembre 2015
MAPPA 3D DELLA CUTE: PERSISTENZA DEI COSMETICI SULLA PELLE
Un gruppo di ricerca internazionale ha
messo a punto delle mappe 3D dellapelle per evidenziare la connessione tra cute – specie batteriche – sostanze chimiche persistenti.
- L’80% delle
molecole presenti sullo strato corneo non è ancora identificabile
- L’8% delle
sostanze corrisponde a ingredienti cosmetici
- Lo 0,5%
corrisponde a lamelle cornee e a tessuti di natura umana
- L’1%
corrisponde a specie batteriche
- C12
lauryl ether sulfate: tensioattivo conosciuto come
SLES (derivato per etossilazione dal SLS = dodecilsolfato di sodio) presenti
nei prodotti detergenti. Tale sostanza è stata riscontrata nel capo del
volontario maschile.
- Cocamidopropylbetaine:
tensioattivo anfotero presente nei prodotti detergenti. Tale sostanza è
stata ritrovata nel capo di entrambi i volontari.
- Avobenzone (Butyl Methoxydibenzoylmethane) ed Octocrylene: filtri solari chimici,
il primo per gli UVA ed il secondo per gli UVB. Sono stati riscontrati nel
volto e nel petto della volontaria donna. I filtri solari sono presenti
nelle creme protettive da giorno
- Propylene
glycol: i Glicoli sono sostanze ad azione
solvente, umettante e blandamente antimicrobica. La sostanza, il Propylene
glycol, è stata trovata nell’ascella del soggetto volontario femminile.
mercoledì 19 marzo 2014
FILTRI SOLARI E FOTOSTABILITA'
I
prodotti solari svolgono un’azione protettiva cutanea contro i raggi UVA e UVB
grazie alla presenza di sostanze, i FILTRI SOLARI, che possono essere FISICI (minerali, inorganici) o CHIMICI
(sintetici, organici).Sono stabili i filtri solari che utilizziamo? Quando la radiazione UV colpisce queste sostanze è possibile che si alterino e che portino alla formazione di derivati poco sicuri?
Nella seguente tabella ho elencato i filtri chimici ammessi per legge (Regolamento 1223/09), le relative percentuali di utilizzo ed il grado di foto stabilità.
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