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lunedì 14 aprile 2025

SCCS OPINIONE SUL FILTRO SOLARE ETHYLHEXYL METHOXYCINNAMATE

 FILTRO UV-B: Ethylhexyl Methoxycinnamate

Opinione SCCS (Comitato Scientifico sulla Sicurezza del Consumatore) del 25.10.2024



Alla luce dei dati forniti e tenendo in considerazione le preoccupazioni relative alle potenziali proprietà di interferenza endocrina dell'Ethylhexyl Methoxycinnamate, il SCCS considera l'Ethylhexyl Methoxycinnamate sicuro quando utilizzato come filtro UV nei prodotti cosmetici fino a una concentrazione massima del 10%?


Dopo aver esaminato i dati forniti e le preoccupazioni relative alle potenziali proprietà di interferenza endocrina dell'EHMC, il SCCS NON PUò CONCLUDERE SULLA SICUREZZA dell'EHMC, poiché le informazioni disponibili sono insufficienti per escludere la genotossicità.


Inoltre, le prove disponibili dimostrano che l'EHMC è una sostanza con attività endocrina, in quanto mostra chiaramente attività estrogenica e una debole attività anti-androgenica sia in vitro che in vivo

lunedì 14 giugno 2021

TANORESSIA = FAME DI SOLE



 



Classificata come Sindrome Compulsiva da Sole (SCS), la tanoressia è un disturbo del comportamento, una patologia che rientra tra le “dispercezioni corporee” per cui una persona non si vede mai abbastanza abbronzata.

Questa “fame da abbronzatura” è stata descritta per la prima volta da dermatologi texani nel 2005, colpisce il 20% della popolazione soprattutto femminile: donne tra i 25 e i 54 anni di età, sportive, tendenzialmente magre (osservano diete rigide), attente alla cura cosmetica personale (usano creme, sieri, maschere idratanti e antiaging), si espongono al sole meglio con creme superabbronzanti e si sottopongono a sedute con lampade UV sia d’estate che d’inverno. Non hanno una buona immagine di sé, sono insicure e si sentono meglio solo se abbronzate.

Sappiamo che il sole fa bene, è un antidepressivo naturale e permette il rilascio di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina: sostanze che diminuiscono il senso di ansia e migliorano l’umore. Ma il sole presenta anche il suo conto: melanomi, macchie solari, rughe estese, secchezza cutanea, perdita di elasticità – solo per citare alcuni effetti.

Uno studio condotto dal Dott. Cagnoni  dell'Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG) ha verificato come l’utilizzo di farmaci serotoninergici (che aumentano la permanenza della serotonina nello spazio sinaptico tra i neuroni) porti le pazienti a liberarsi da questa compulsione.

Cerchiamo di esporci con attenzione al sole, esistono applicazioni scaricabili sul nostro telefono per capire il nostro fototipo e l’irraggiamento solare della località in cui ci si trova!





















lunedì 26 novembre 2018

PALAU, ISOLA CARAIBICA DI BONAIRE, HAWAII, RIVIERA MAYA IN MESSICO: stati che mettono al bando alcuni filtri solari dall’effetto genotossico

Esiste un piccolo stato insulare nell’oceano Pacifico chiamato Palau, è formato da 250 isole di origine vulcanica e ci vivono circa 21 mila abitanti; fra le attrattive naturalistiche, Palau vanta una meravigliosa barriera corallina.
Le barriere coralline sono formazioni create dalla deposizione degli scheletri calcarei dei coralli: l’habitat che vi si crea è unico al mondo e purtroppo è ampiamente minacciato.
Fra le sostanze che alterano il delicato equilibrio delle barriere vi sono i FILTRI SOLARI che proteggono dai raggi UVA e UVB.


Dal 2020 nello stato di Palau sarà vietato l’utilizzo delle creme solari contenenti due filtri solari chimici: Oxybenzone (noto anche come Benzophenone-3) ed Ethylhexyl methoxycinnamate (noto anche con il nome di Octyl methoxycinnamate); dal 2021 anche nell’isola di Bonaire nei Caraibi; nella riserva Maya del Messico sono ammesse creme solari solo biodegradabili.


Il motivo?
Si tratta di sostanze chimiche che agiscono come interferenti endocrini.
Da anni si discute sugli effetti avversi delle creme solari sulle barriere coralline.

 

Uno studio pubblicato il 20 ottobre del 2015 sulla rivista “Archives of Environmental contamination and Toxycology” dal titolo “Toxicopathological Effects of the Sunscreen UV Filter, Oxybenzone (Benzophenone-3), on Coral Planulae and Cultured Primary Cells and Its Environmental Contamination in Hawaii and the U.S. Virgin Islands” ha dimostrato che l’Oxybenzone altera il DNA dei coralli e si trova in concentrazioni elevate nella barriera corallina delle Hawaii e dei Caraibi.

 

La ricerca ha studiato gli effetti in vivo ed in vitro dell’Oxybenzone sulla forma larvale (planula) del corallo Stylophora pistillata e di altre sei specie di coralli.

Questo filtro solare altera il DNA: le planule hanno mostrato un tasso crescente di sbiancamento all'aumentare delle concentrazioni di Oxybenzone che risulta quindi essere una sostanza genotossica.
Inoltre l'Oxybenzone si comporta da disgregatore endocrino scheletrico causando l'ossificazione della planula, che si chiude in sé stessa e muore.
Il fatto più importante e che basta una piccola quantità di Oxybenzone per causare danni irreversibili: nelle Hawaii e nei Caraibi le concentrazioni son risultate essere 12 volte superiori allo standard minimo di tossicità.

Nell’articolo si legge infatti che “…oxybenzone transformed planulae from a motile state to a deformed, sessile condition. Planulae exhibited an increasing rate of coral bleaching in response to increasing concentrations of oxybenzone. Oxybenzone is a genotoxicant to corals, exhibiting a positive relationship between DNA-AP lesions and increasing oxybenzone concentrations. Oxybenzone is a skeletal endocrine disruptor; it induced ossification of the planula, encasing the entire planula in its own skeleton …”.


L’articolo integrale al seguente link

lunedì 31 luglio 2017

LUCI E OMBRE DEL BIOSSIDO DI TITANIO NANO E RIVESTITO



BIOSSIDO DI TITANIO – TITANIUM DIOXIDE


Il biossido di titanio, TiO2, è una polvere bianca ad alto indice di rifrazione impiegata come pigmento bianco (CI 77891) nei cosmetici da trucco (allegato IV, n.143 Regolamento 1223/09) e come filtro solare fisico nei prodotti solari (allegato VI, n.27 Regolamento 1223/09). In questi ultimi il biossido di titanio è in grado di funzionare da specchio e la luce UV viene riflessa ma anche diffusa ed in parte assorbita.

Il TiO2 ha un ampio spettro di copertura che va da 290 a 350 nm (copre quasi tutti gli UVB e parte degli UVA), risulta meno efficace nell’intervallo 350-400 nm (UVA), specialmente se si trova nella forma micronizzata (nano).




Il TiO2 esiste in diverse forme cristalline ma solo il tipo rutilio è utilizzato come filtro solare fisico in quanto presenta: struttura atomica più compatta, alto indice di rifrazione (n = 2,76) e maggior stabilità.
Per contro la forma di TiO2 anatasio presenta un indice di rifrazione più basso (n = 2,5) e maggiore potenziale fotocatalitico cioè maggior produzione di radicali liberi in grado di danneggiare le strutture cutanee.



BIOSSIDO DI TITANIO (NANO) - RIVESTITO
Il TiO2 (rutilio) impiegato nelle formulazioni solari si trova in forma micronizzata (<100 nm) per ridurne l’effetto pigmentante bianco.
La forma nano del biossido di titanio ha ricevuto parere favorevole da parte dello SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety) che lo ammette fino al 25% p/p nei prodotti solari (parere SCCS/1516/13); tuttavia “la Commissione ritiene che l’uso del biossido di titanio (nano) non è considerato sicuro in forma a spruzzo, né in qualsiasi situazione in cui per inalazione può arrivare ai polmoni”.
La forma nano del biossido di titanio è stata inserita nell’allegato VI al n.27bis del Regolamento 1223/09.
Un inconveniente delle particelle micronizzate è la loro tendenza a formare agglomerati a causa dell’attrazione elettrostatica: ciò comporta una variazione nell’SPF. Si preferiscono pertanto le forme rivestite (coated) con allumina, stearati, simeticone, dimeticone o predisperse in veicoli idrofili o lipofili (C12-15 alchilbenzoato, trigliceride caprilico/caprico, olio minerale…).



PARERE SCCS SUI RIVESTIMENTI ADDIZIONALI PER IL BIOSSIDO DI TITANIO (NANO) COME FILTRO UV NEI PRODOTTI COSMETICI AD USO TOPICO

Il 7 novembre 2016 è uscito un nuovo parere dello SCCS in merito ai rivestimenti per il biossido di titanio quali: Cetyl Phospate, Manganese Dioxide, Triethoxycaprylylsilane.
“In considerazione dei dati forniti, che evidenziano un’assenza di assorbimento cutaneo e bassa tossicità generale delle forme nano del biossido di titanio, SCCS ritiene che l’uso dei nanomateriali TiO2, rivestiti con Cetyl Phospate, Manganese Dioxide, Triethoxycaprylylsilane può essere considerato sicuro per l’uso nei prodotti cosmetici destinati ad essere applicati sulla pelle sana, intatta o bruciata dal sole. Questo parere, tuttavia non può essere valido per le applicazioni che potrebbero portare all’esposizione polmonare di nanoparticelle ti TiO2 tramite inalazione (ad esempio polveri o prodotti spray).
Gli ingredienti utilizzati in alcune tipologie di prodotti (es. rossetti) possono essere incidentalmente ingeriti e pertanto dovrebbero essere presi in considerazione i potenziali effetti nocivi del biossido di manganese qualora utilizzato come rivestimento di TiO2 in prodotti che potrebbero portare ad ingestione orale.
Come evidenziato nel precedente parere (SCCS/1516/13) vi sono alcune lacune in merito alla potenziale penetrazione delle nanoparticelle attraverso tagli o lividi o tramite ripetute applicazioni di prodotti solare.
Va inoltre rilevato che la valutazione dei rischi dei nanomateriali è attualmente in fase di evoluzione. In particolare, gli aspetti tossicocinetici non sono ancora stati esplorati esaurientemente nel contesto delle nanoparticelle (ad esempio, la dipendenza dalle dimensioni). Inoltre, la stabilità a lungo termine dei rivestimenti non è ancora chiara. Al momento, sia i test di nanomateriali che la presente valutazione sono basati sulle metodologie sviluppate per le sostanze in forma non nano e sulle conoscenze attualmente disponibili sulle proprietà, il comportamento e gli effetti dei nanomateriali.
Nel presente parere non sono stati presi in considerazione i potenziali impatti eco tossicologici del biossido di titanio (nano) quando rilasciato nell’ambiente”.

In attesa di nuovi sviluppi applichiamo il principio di precauzione, scegliamo con attenzione il solare per la nostra pelle (magari con filtri fotostabili) e osserviamo le indicazioni dell'AIRC

Buona estate a tutti! 


domenica 20 dicembre 2015

FILTRI SOLARI: ULTIME NOVITA’ DAL MONDO DELLA COSMESI

Il sole è fondamentale per la nostra salute per diversi motivi: produzione della vitamina D, riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, azione antidepressiva e potenziamento del sistema immunitario; a livello cutaneo azione trofica sui tessuti (scambi cellulari, circolazione sanguigna e ricambio cellulare), battericida e abbronzatura (meccanismo di difesa della cute).
Per contro il sole presenta alcuni effetti nocivi (acuti e cronici) causati da eccessiva esposizione: eritema solare, fotoinvecchiamento, fotosensibilizzazione, tumori cutanei, fotodermatosi, danni oculari.

Per proteggerci dai raggi UV soprattutto quando ci esponiamo al sole, utilizziamo i solari: prodotti cosmetici che contengono molecole, i filtri solari, in grado di assorbire o schermare i raggi UV.
Filtri solari sono presenti anche nelle creme da giorno e nei prodotti per l’hair care.

Come scegliere il giusto filtro solare?

Il Regolamento 1223/09 sui cosmetici all’allegato VI, elenca i 27 filtri UV autorizzati per legge nei prodotti cosmetici.
Queste sostanze vengono spesso riviste dal Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS) in merito alla loro sicurezza, fotostabilità, possibile penetrazione cutanea e potere irritante.

Un elenco completo dei filtri si trova in questo post. Dove parlo delle caratteristiche dei filtri solari e di foto stabilità.


3-benzylidene Camphor
Il 29 luglio 2015 è stato pubblicato il Regolamento 1298/2015 che modificato l’allegato IV alla voce n.19.
È vietato l’impiego del filtro solare 3-benzylidene Camphor fino ad ora utilizzato nei cosmetici come filtro UV alla concentrazione massima del 2%. Tale disposizione si applicherà a partire dal 18 febbraio 2016: da tale data non potranno più essere immessi sul mercato o messi a disposizione del consumatore finale, i prodotti cosmetici contenenti 3-benzylidene Camphor e dovranno essere ritirati dal mercato tutti i prodotti contenenti tale sostanza.


4-methylbenzylidene Camphor (4-MBC)
Attenzione anche a questo filtro solare che si trova alla voce n.18 dell’allegato IV sui filtri solari autorizzati (concentrazione massima ammessa 4%).
Alcuni studi in vitro ed in vivo suggeriscono che questa sostanza possa penetrare all’interno, bypassando l’epidermide, e causare effetti distruttivi sul sistema endocrino. Per minimizzare la penetrazione cutanea di questo filtro UV è stato proposto di incapsularlo all’interno di microsfere. È stato pertanto condotto uno studio (Monti D:, Chetoni P., Burgalassi S:, et al. Int. J. Cosmet. Scie. 2015, 37:298-305) per valutare la penetrazione cutanea e la distribuzione attraverso e all’interno di un’epidermide ricostituita (Skinethic) di un’emulsione O/A contenente il 4-MBC sia in forma libera che incapsulata in microsfere polimeriche. I risultati evidenziano la validità delle microsfere nella formulazione di prodotti solari in quanto in grado di minimizzare l’assorbimento sistemico e i potenziali rischi tossicologici associati, mantenendo i filtri solari in superficie dove devono svolgere la loro funzione protettiva.


Gadusol: filtro solare naturale
Alcuni batteri, alghe, funghi e invertebrati marini producono delle sostanze che proteggono dai raggi UV: si tratta di aminoacidi micosporinasimili (MAA) e sostanze antiossidanti dette gadusol.
Uno studio della Oregon State University di Corvallis (USA) ha identificato l’intero set di geni (pathway) responsabile della produzione del composto UV-protettivo gadusol che viene prodotto da alcuni pesci; simili geni sono stati trovati anche in anfibi, rettili e uccelli.
I ricercatori hanno dimostrato che lieviti S. cerevisiae ingegnerizzati contenenti geni di zebrafish riescono a produrre e secernere gadusol.

Si apre quindi la possibilità di produrre questo filtro solare naturale tramite biotecnologie.

domenica 15 novembre 2015

MAPPA 3D DELLA CUTE: PERSISTENZA DEI COSMETICI SULLA PELLE

Un gruppo di ricerca internazionale ha messo a punto delle mappe 3D della
pelle per evidenziare la connessione tra cute – specie batteriche – sostanze chimiche persistenti.
Il gruppo di ricerca era composto da ricercatori provenienti dall’università della California, da Brigham and Women’s Hospital di Boston, dall’università del Colorado, da Aarhus in Danimarca e Breen in Germania.
Per la prima volta è stato sviluppato un metodo che permette di visualizzare la composizione chimica della cute e la sua composizione microbica, in particolare è stato studiato lo strato corneo (strato più esterno dell’epidermide) formato da lamelle cornee (corneociti) di forma appiattita, disidratate e ricche di cheratina.
Il team ha analizzato la pelle di due soggetti volontari sani, un uomo ed una donna, e per ciascuno sono stati raccolti circa 400 campioni da differenti siti della metà longitudinale del corpo. I due volontari si sono astenuti dalle pratiche igieniche per 3 giorni: non dovevano usare prodotti detergenti, creme e deodoranti.
I campioni successivamente raccolti, sono stati analizzati mediante cromatografia liquida ad alta prestazione e mediante spettrometria per identificare metaboliti vari e proteine; per identificare le specie batteriche i campioni sono stati sottoposti ad analisi di sequenziamento del DNA ribosomale microbico. Successivamente con il software MATLAB sono stati utilizzati i dati per costruire i modelli topografici 3D che illustrassero le molecole chimiche presenti e le specie microbiche.


DATI EMERSI
  • L’80% delle molecole presenti sullo strato corneo non è ancora identificabile
  • L’8% delle sostanze corrisponde a ingredienti cosmetici
  • Lo 0,5% corrisponde a lamelle cornee e a tessuti di natura umana
  • L’1% corrisponde a specie batteriche


PERMANENZA DI COSMETICI SULLA PELLE
Dai dati si evidenzia il fatto che gli ingredienti dei cosmetici persistono sullo strato corneo in modo duraturo, soprattutto considerando il fatto che i volontari si sono astenuti dalle pratiche igieniche per 3 giorni antecedenti al campionamento.
Le nostre pratiche cosmetiche quotidiane lasciano tracce molecolari sulla pelle.
Le sostanze ritrovate sono:
  • C12 lauryl ether sulfate: tensioattivo conosciuto come SLES (derivato per etossilazione dal SLS = dodecilsolfato di sodio) presenti nei prodotti detergenti. Tale sostanza è stata riscontrata nel capo del volontario maschile.
  • Cocamidopropylbetaine: tensioattivo anfotero presente nei prodotti detergenti. Tale sostanza è stata ritrovata nel capo di entrambi i volontari.
  • Avobenzone (Butyl Methoxydibenzoylmethane) ed Octocrylene: filtri solari chimici, il primo per gli UVA ed il secondo per gli UVB. Sono stati riscontrati nel volto e nel petto della volontaria donna. I filtri solari sono presenti nelle creme protettive da giorno
  • Propylene glycol: i Glicoli sono sostanze ad azione solvente, umettante e blandamente antimicrobica. La sostanza, il Propylene glycol, è stata trovata nell’ascella del soggetto volontario femminile.



CONCLUSIONI
Con le mappe 3D è possibile ricostruire il comportamento “cosmetico” di un individuo: sulla pelle restano ancorate alcune molecole che possono influenzare la comunità microbica dell’epidermide.
Ricordiamo che la microflora cutanea (costituita principalmente da Gram + saprofiti) è fondamentale per la salute della pelle in quanto ci aiuta a difenderci da microrganismi patogeni (Gram -) che vorrebbero colonizzare la nostra cute. Un’alterazione di tale microflora cutanea può portare a patologie.

È importante utilizzare cosmetici formulati con ingredienti sempre più naturali, eudermici e nutrienti per la pelle.
Attenzione soprattutto per coloro che hanno la pelle sensibile e reattiva!

Impariamo a leggere le etichette e affidiamoci a enti certificatori ecobio.

Per maggiori dettagli è possibile leggere l' ARTICOLO INTERO _ FULL TEXT

mercoledì 19 marzo 2014

FILTRI SOLARI E FOTOSTABILITA'


I prodotti solari svolgono un’azione protettiva cutanea contro i raggi UVA e UVB grazie alla presenza di sostanze, i FILTRI SOLARI, che possono essere FISICI (minerali, inorganici) o CHIMICI (sintetici, organici).

Sono stabili i filtri solari che utilizziamo? Quando la radiazione UV colpisce queste sostanze è possibile che si alterino e che portino alla formazione di derivati poco sicuri?

Da diversi anni si parla del problema della FOTOSTABILITA’ dei filtri solari organici: le radiazioni UV possono interagire con il filtro e provocare la formazione di altre sostanze con possibili effetti fotoallergici e fototossici, oltre che la formazione di radicali liberi, irritazioni e dermatiti.
È importante inoltre che i filtri solari restino sulla superficie cutanea ed EVITARE un loro POSSIBILE ASSORBIMENTO TRANSCUTANEO.
Nella seguente tabella ho elencato i filtri chimici ammessi per legge (Regolamento 1223/09), le relative percentuali di utilizzo ed il grado di foto stabilità.
 
INCI
RADIAZIONI SU CUI AGISCE
% AMMESSA
FOTOSTABILITA' e/o AZIONI CUTANEE
PABA
UVB
5
Causa dermatiti fotoallergiche e fotosensibilità; porta ad un incremento della quantità di radicali liberi (ROS)
Camphor Benzalkonium Methosulfate
UVB
6
SI
Homosalate
UVB
10
Fotostabile ma possibili rischi per la salute umana
Benzophenone-3 (OSSIBENZONE)
UVA
10
Fotostabile ma possibili rischi per la salute umana: penetrazione transcutanea e possibile attività estrogenica
Phenylbenzimidazole Sulfonic Acid
UVB
8
SI
Terephthalydene Dicamphor Sulfonic Acid (Mexoryl SX)
UVA
10
SI
Butyl Methoxydibenzoylmethane (AVOBENZONE)
UVA e parte UVB
5
Non è fotostabile ma lo diventa se in formula è presente Octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb
Benzylidene Camphor Sulfonic Acid
UVB
6
SI
Octocrylene
UVB
10
SI
Polyacrylamidomethyl Benzylidene Camphor
UVB
6
Possibili rischi per la salute umana
Ethylhexyl Methoxycinnamate
UVB
10
Fotostabile se utilizzato da solo; in associazione con l'avobenzone lo destabilizza, ma se presenti Octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb si ha stabilità
PEG-25 PABA
UVB
10
Possibili rischi per la salute umana
Isoamyl p-Methoxycinnamate
UVB
10
Sotto osservazione per possibile penetrazione transdermica; possono causare irritazione alla pelle ed allergie da contatto
Ethylhexyl Triazone
UVB
5
SI
Drometrizole Trisiloxane
UVB e parte UVA
15
SI
Diethylhexyl Butamido Triazone
UVA
10
SI
4-Methylbenzylidene Camphor
UVB parziale UVA
4
Fotostabile ma possibili rischi per la salute umana
3-Benzylidene Camphor
UVB
2
Possibile disgregatore endocrino, può causare dermatiti fotoallergiche; persistente e bioaccumulativo nell'ambiente
Ethylhexyl Salicylate
UVB
5
Non è fotostabile, si stabilizza in co-presenza con Ethylhexyl triazone, Tinosorb M o S, Octocrylene o Mexoryl
Ethylhexyl Dimethyl PABA
UVB
8
Possibili rischi per la salute umana
Benzophenone-4, Benzophenone-5
UVA
5
Possibili rischi per la salute umana
Methylene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbutylphenol (Tinosrb M)
UVA-UVB
10
SI
Disodium Phenyl Dibenzimidazole Tetrasulfonate
UVA
10
SI
Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine (Tinosorb S)
UVA-UVB
10
SI
Polysilicone-15 (Parsol)
UVB
10
SI
Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate
UVA
10
SI