lunedì 12 settembre 2022

CONSERVANTI COSMETICI: TRICLOSAN E TRICLOCARBAN

Triclosan e Triclocarban due conservanti usati nei prodotti cosmetici.

Quali restrizioni ha posto SCCS, il Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore, nei riguardi di tali sostanze?



TRICLOCARBAN




L'uso del Triclocarban come conservante nei prodotti cosmetici è sicuro fino a una concentrazione massima dello 0,2%.

Oltre alla funzione conservante, l'uso del Triclocarban è sicuro fino a una concentrazione massima dell'1,5% nei prodotti da risciacquare se usato singolarmente o in combinazione.



TRICLOSAN




L'uso del Triclosan è sicuro come conservante fino a una concentrazione massima:

dello 0,03% nel gel doccia e nel sapone per le mani

dello 0,2% nel collutorio

dello 0,3% nel dentifricio, nel deodorante stick, nella cipria e nel correttore delle imperfezioni

se usato singolarmente o in combinazione.


L'uso di Triclosan non è considerato sicuro come conservante fino a una concentrazione massima dello 0,3% nella lozione per il corpo se usato singolarmente o in combinazione.

L'uso del Triclosan nella lozione per il corpo è considerato sicuro quando la sua concentrazione non supera lo 0,03% se usato singolarmente o in combinazione con i suddetti prodotti.

Il CSSC non è a conoscenza dell'uso di Triclocarban e Triclosan insieme in un unico prodotto e pertanto questo non è stato valutato.




giovedì 8 settembre 2022

SCIENZA IN VILLA - DOLO - 24 SETTEMBRE 2022

SCIENZA IN VILLA

Incontri, laboratori, mostre e spettacoli per esplorare le novità della ricerca scientifica!


Vi aspettiamo sabato 24 settembre

ore 15 e ore 16

Per tutte le informazioni e per prenotazioni vai al link SCIENZA IN VILLA





martedì 21 giugno 2022

SCIENZA IN VILLA - PARLIAMO DI COSMETICI - SETTEMBRE 2022

Anche quest'anno saremo presenti all'evento Scienza in Villa a Dolo, un contenuto ricco di laboratori scientifici, conferenze, incontri con esperti!


Mercoledì 07.09.22 ore 20:30 PALAZZO TECCHI (Mira)

Una conferenza dal titolo "Cosmetici sai cosa ti spalmi?"

Viaggio alla scoperta di sostanze che applichiamo quotidianamente sulla nostra pelle


Sabato 24.09.22 al pomeriggio VILLA ANGELI (Dolo)

"Etichette cosmetiche: leggiamole assieme"

Guida alla lettura delle etichette cosmetiche per scegliere i nostri prodotti con maggior consapevolezza



lunedì 21 febbraio 2022

LE CERAMIDI

 



Le ceramidi sono molecole lipidiche formate da sfingosina (o fitosfingosina) unita ad un acido grasso di lunghezza variabile.

Nello strato corneo (quello più esterno che è in contatto con l’ambiente e sul quale applichiamo i nostri cosmetici) ne hanno identificate più di 300 tipologie, diverse per la lunghezza dell’acido grasso e per la presenza di gruppi funzionali (OH, ossidrili) in grado di legare acqua.

Vengono prodotte e rilasciate dai cheratinociti dell’epidermide, nello specifico dai cheratinociti dello strato granuloso, le ultime cellule vive dell’epidermide.

Una volta riversate all’esterno, assieme a colesterolo (35-40%) e ad acidi grassi saturi a lunga catena (10-15%), le ceramidi danno vita al “cemento lipidico epidermico” in grado di incollare i corneociti e mantenere la coesione cellulare, rallentando la traspirazione cutanea (TEWL: trans epidermal water loss).

La traspirazione cutanea


Una pelle sana presenta una barriera lipidica compatta che conferisce idratazione ed elasticità; se la composizione del cemento è alterata per la mancanza di un componente, la funzione barriera è compromessa e la pelle si disidrata, diventa rossa e si irrita.

Dermatite atopica e psoriasi sono riconducibili ad una carenza di ceramidi.

La ceramide più grande e più complessa presente a livello dello strato corneo è la Ceramide 1 che stabilizza le altre ceramidi e funge da collegamento tra i corneociti. La sua carenza provoca una condizione di eccessiva secchezza cutanea chiamata “xerosi cutanea”.



L’aspetto più interessante delle ceramidi, emerso negli ultimi anni, è la capacità di fungere da messaggeri: enzimi specifici chiamati ceramidasi, sono in grado di trasformarle in sfingosina e fitosfingosina: messaggeri intracellulari dei cheratinociti in grado di regolarne alcune funzioni quali: differenziamento, proliferazione cellulare e morte.

In campo dermocosmetico si ottengono per via biotecnologica dal lievito (Ceramide 3 o Ceramide 6) o dal mondo vegetale (cera d’api o cera di jojoba) o sono di sintesi; si utilizzano anche derivati delle ceramidi come fitosfingosina o altri sfingolipidi che hanno mostrato un’azione simile alle ceramidi stesse.

Utili in caso di pelle disidratata, secca, ipolipidica, sensibile, matura.

venerdì 11 febbraio 2022

I NEUROCOSMETICI

 



 

LA PELLE COMUNICA

 

La cute è l’organo più esteso del nostro corpo ed è formato da tre strati che, dal più profondo al più superficiale, sono ipoderma, derma ed epidermide; in essa i sistemi nervoso, endocrino e immunitario sono in comunicazione e cooperano attivamente per svolgere due funzioni principali: difendere la pelle da agenti biologici, fisici e chimici e raccogliere tutte le informazioni sensoriali ricevute dall’ambiente per trasmetterle al cervello.

La pelle fa da diaframma, è il confine tra il sé ed il mondo esterno; la pelle ci protegge, ci mette in contatto con l’altro, è uno strumento di relazione e di comunicazione.

Sono profondi i legami tra psiche e pelle ed anche il nostro linguaggio è ricco di modi di dire che le mettono in relazione: “bianco dalla paura”, “verde dalla rabbia”, “rosso per la vergogna”, “essere amici per la pelle”, “avere i nervi a fior di pelle”.

E il legame si spiega fin dallo sviluppo embrionale: l’epidermide, lo strato più superficiale, sul quale sono “visibili” le emozioni e sul quale applichiamo i nostri cosmetici, e il sistema nervoso originano dallo stesso tessuto embrionale: l’ectoderma. Il differenziamento successivo porterà epidermide e sistema nervoso a svolgere funzioni diverse ma per tutta la vita manterranno una connessione tanto da essere chiamati “gemelli separati alla nascita”. Quante volte abbiamo sentito parlare di malattie “psicosomatiche” nelle quali un disturbo psicologico ed emotivo si manifesta proprio sull’epidermide? Ne sono un esempio la vitiligine, la psoriasi e la dermatite atopica.

 

Nella pelle vi è una fitta rete nervosa che percepisce stimoli di varia natura a seguito dei quali vengono rilasciati neurotrasmettitori che agiscono come messaggeri sulle stesse cellule cutanee e sull’encefalo.

La rete nervosa origina dal midollo spinale con fibre che giungono all’ipoderma e quindi al derma, dove si ramificano andando a formare corpuscoli (situati più o meno profondamente) e terminazioni libere amieliniche di piccolo calibro (chiamate fibre C), che penetrano nell’epidermide e che percepiscono le sensazioni più fini.

Sono proprio le fibre C, le terminazioni più superficiali, a svolgere funzioni importanti in quanto, a seguito di determinati stimoli sensoriali, sono in grado di produrre e liberare neurotrasmettitori e neuropeptidi (serotonina, dopamina, ossitocina) che modulano l’attività:

·       delle cellule epidermiche: i cheratinociti che formano il muro multistrato protettivo e le cellule di Langerhans con funzione immunitaria; lo stress prolungato promuove la liberazione del cortisolo determinando una riduzione delle funzioni immunologiche delle cellule di Langerhans con la conseguente comparsa di secchezza e ruvidità cutanee;

·       delle cellule vasali;

·       di altre cellule come i mastociti che intervengono per esempio nelle reazioni allergiche.

 

Esistono cosmetici capaci di stimolare il sistema nervoso amplificando o inibendo neurotrasmettitori e quindi in grado di agire sulle nostre emozioni?

 

I NEUROCOSMETICI

Il termine “Neurocosmetici” è stato coniato nel 2000 dal francese Laurent Misery, docente di dermatologia presso l’università di Brest e identifica prodotti cosmetici i cui ingredienti sono in grado di modulare la comunicazione tra ambiente, pelle e sistema nervoso; le fibre sensoriali vengono stimolate a rilasciare neuromodulatori capaci di influenzare positivamente la pelle e migliorarne le funzionalità.

Accanto a specifici ingredienti attivi, contribuiscono ad apportare benefici a più livelli anche la profumazione, avvolgente e inebriante, la colorazione accattivante e la texture gradevole e piacevole: il tocco positivo sulla pelle induce la liberazione di endorfine, generando sentimenti di benessere e positività.

 

Tra gli ingredienti attivi di un neurocosmetico troviamo:

 

Peptidi biomimetici

Sono ingredienti che esercitano un’azione mirata che simula quella di proteine esistenti in natura; si tratta di sostanze di piccole dimensioni, formate da sequenze da tre al massimo otto aminoacidi, simili a quelle della parte attiva di una proteina naturale con un’azione specifica da “mimare”.

Tra i peptidi biomimetici troviamo ad esempio il “peptide riparatore del DNA” (INCI: Acetyl Hexapeptide-51) progettato per migliorare le difese cellulari, rallentare l’invecchiamento e ridurre i danni da radicali liberi; i peptidi biomimetici per la “ridensificazione dermica” (INCI: Acetyl tetrapeptide-17, Palmitoyl Tripeptide-28, Palmitoyl Tetrapeptide-7, Palmitoyl Pentapeptide-4) che mimano l’azione del fattore di crescita tissutale naturale TGF-β (Tissular Growth Factor-Beta) portando alla sintesi di collagene ed elastina; il peptide “botox like” (INCI: Palmitoyl hexapeptide-19) ad azione miorilassante e decontratturante che inibisce a livello presinaptico il rilascio dell’acetilcolina con inibizione della contrazione muscolare.

 

Omega 3-6

Acidi grassi essenziali presenti negli oli vegetali, agiscono come neurotrasmettitori importanti nel ripristinare il film lipidico cutaneo, diminuire la traspirazione cutanea e diminuire l’effetto degli stress ambientali.

 

Ceramidi

Si tratta di molecole presenti nel cemento epidermico, la sostanza grassa che incolla i corneociti epidermici, capaci di creare una barriera ottimale contro la disidratazione cutanea.

 

Oli essenziali

Le fragranze arricchiscono sensorialmente i neurocosmetici, evocano ricordi e modulano attività fisiologiche cutanee: la pelle si decontrae e risulta più luminosa e uniforme.

Il sistema olfattivo infatti, il più antico dei nostri sensi, è collegato al sistema limbico (controlla le emozioni e gli stati d’animo), a sua volta in connessione con l’amigdala che si occupa dell’elaborazione e con l’ippocampo, preposto alla formazione della memoria: i ricordi legati alla sfera olfattiva persistono nel tempo più di quelli originati dalla memoria visiva!

 

IN CONCLUSIONE

La pelle rappresenta nel suo insieme un organo nervoso-endocrino-immunitario (si vedano anche gli studi della PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia) e condivide con il sistema nervoso la medesima origine embriologica; esiste un continuo flusso di segnali tra il sistema nervoso, immunitario, cutaneo ed endocrino.

Queste scoperte hanno dato il via ad una serie di ricerche in campo neuro-cosmetologico che hanno portato a formulare cosmetici in grado di “parlare” con le cellule della pelle e di svolgere un’attività globale mente-corpo in una visione olistica dove la mente ed il corpo sono indivisibili.

Grazie all’uso di questi particolari cosmetici è possibile regolarizzare il turnover cellulare, modulare l’attività dei fibroblasti, migliorare l’aspetto della pelle, la sua idratazione ed il benessere generale.

martedì 1 febbraio 2022

IL NOSTRO COSMETICO QUOTIDIANO: IL DENTIFRICIO


Cosa contiene il dentifricio che utilizziamo ogni giorno per pulire i nostri denti?
Di seguito sono scritti gli ingredienti principali e fra parentesi alcuni INCI che possiamo trovare in etichetta

1. Sostanze abrasive-leviganti, 20-45%(Calcium carbonate, Calcium sorbate, Silica, Hydrated silica, Sodium bicarbonate) per levigare la superficie dei denti
2. Umettanti (Glycerin, Sorbitol, Polyethylene glycol) per evitare la disidratazione del cosmetico. Si usano anche Xilitol e Maltitol con azione acariogena
3. Addensanti, (Carbomer, Cellulose gum, Xanthan gum, Hydroxyethyl cellulose) per dare la giusta densità al prodotto.
4. Tensioattivi (Sodium lauryl sulfate, Sodium cocoyl glutamate, Cocamidopropyl betaine, Sodium lauryl sulfate) ad azione detergente, schiumogena, bagnante, solubilizzante
5. Sostanze funzionali: fluoro (Sodium monofluorophosphate, Sodium fluoride) che aiuta a rimineralizzare lo smalto dei denti e a prevenire la formazione della carie. La quantità ammessa dal Regolamento (CE) 1223/09 è di 1500 ppm; nei prodotti per bambini si trova intorno a 1000 ppm, al di sotto dei 6 anni si raccomanda una piccola quantità, sotto la supervisione di un adulto per evitare l'insorgenza della "FLUOROSI" che comporta macchie bianche opache e puntini sullo smalto dei denti.
6. Altre sostanze funzionali: Hamamelis Virginia a leaf water, Salvia officinali leaf water
7. Edulcoranti (Sodium saccharin, Erythrol) per conferire un sapore gradevole
8. Aromi (Menthol, Mentha piperita oil, Limonene) per garantire un sapore gradevole
9. Coloranti indicati con CI +codice di 5 cifre
10. Conservanti (Triclosan, Chlorhexidine, Sodium benzoate, Benzoic acid, Sorbic acid) evitano la contaminazione microbica

lunedì 24 gennaio 2022

FORMALDEIDE E CESSORI DI FORMALDEIDE

La formaldeide è un gas, incolore e dall'odore pungente; si trova n soluzione acquosa al 37% (nome commerciale formalina).

Trova largo impiego come antibatterico e conservante.



COME VIENE CLASSIFICATA?

IARC (International Agency for Research on Cancer) include la sostanza nel GRUPPO 1: sostanza con sufficiente evidenza di cancerogenicità per l'uomo.
Regolamento 1272/2008 (Classificazione, etichettatura, imballaggio delle sostanze chimiche): sostanza irritante per la pelle Cat.2 (H315) e sensibilizzante per la pelle, Cat.1 (H317)

Perché ne parliamo?
Perché la Formaldeide (NOME INCI: Formaldehyde, Paraformaldehyde) è stata utilizzata nei cosmetici. Ripercorriamo la sua storia

Dal 2013 è in vigore il Regolamento (CE) 1223/09 sui cosmetici che include la formaldeide nell'allegato V (elenco dei conservanti autorizzati nei prodotti cosmetici) e alla voce n. 5 si leggono le percentuali ammesse: 0,1% nei Prodotti per il cavo orale; 0,2% per tutti gli altri prodotti). Negli indurenti per le unghie sussistono condizioni tali per cui la percentuale può essere del 4-5%.

MA
Regolamento 605/2014: formaldeide classificata come cancerogeno di Categoria 1B (sostanze di cui si presumono effetti cancerogeni per l'uomo)

Nel 2014 SCCS (Comitato Scientifico che controlla le sostanze chimiche presenti nei cosmetici) secondo il parere 1538/141 conclude che la percentuale d'uso negli indurenti delle unghie è al massimo del 2,2%

Regolamento 831/2019 ELIMINA LA FORMALDEIDE dall'allegato V del Regolamento 1223/09 e la INCLUDE nell'allegato II (Allegato delle SOSTANZE VIETATE nei prodotti cosmetici), alla voce 1577.



E I CESSORI DI FORMALDEIDE?

Si tratta di conservanti che nel tempo rilasciano formaldeide e sono pertanto inseriti nell'allegato V del Regolamento, dove si legge: "Tutti i prodotti finiti contenenti formaldeide o sostanze che figurano nel presente allegato e che liberano formaldeide devono obbligatoriamente indicare sull’etichetta la dicitura: “contiene formaldeide”, qualora la concentrazione di formaldeide nel prodotto finito superi lo 0, 05 % (50 ppm)."
Tale percentuale è stata rivista nel 2020 ed è stata RIDOTTA allo 0,001% (10ppm) per proteggere la maggior parte dei consumatori che sono sensibili alla formaldeide e che potrebbero sviluppare una dermatite da contatto.

sabato 22 gennaio 2022

RAPEX: SISTEMA DI ALLERTA RAPIDO PER I PRODOTTI COSMETICI NON A NORMA


Report 3 del 21.01.2022
Prodotto cosmetico: Baby Lotion dell'azienda Lala's
Paese di origine: "Sconosciuto"
Paese notificante: Svezia
Barcode n. 8717931600316




Questa lozione cosmetica specifica per bambini (che hanno una pelle delicata e meno protetta rispetto a quella di un adulto) millanta in etichetta la presenza di camomilla e lavanda: due sostanze dalle note proprietà disarrossanti e lenitive.

Purtroppo, il prodotto segnalato, potrebbe svolgere la funzione opposta!

La lozione corpo contiene la sostanza: hydroxyisohexyl 3-cyclohexene carboxaldehyde.

Si tratta di un allergene del profumo, di origine sintetica, dal sentore di mughetto, la cui presenza è stata vietata nei prodotti cosmetici dal Regolamento (UE) 2017/1410 in quanto "fragranza che ha causato il maggior numero di allergie da contatto negli ultimi anni". Il Regolamento vietava altre due fragranze: atranol, cloratranol dal sentore di muschio di quercia.

Dal 23 Agosto 2021 è vietato trovare cosmetici in commercio con tale sostanza.

Il prodotto cosmetico non è pertanto conforme al Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici e ne viene vitata la vendita.

Se avete in casa questo prodotto controllate il codice a barre!

sabato 25 settembre 2021

1 OTTOBRE 2021 - DOLO - PARLIAMO DI COSMETICI

 

LA SCIENZA IN VILLA
presenta la conferenza
COSMETICI: AMICI PER LA PELLE?

Vi aspettiamo!

Per informazioni e iscrizioni vai QUI




lunedì 14 giugno 2021

TANORESSIA = FAME DI SOLE



 



Classificata come Sindrome Compulsiva da Sole (SCS), la tanoressia è un disturbo del comportamento, una patologia che rientra tra le “dispercezioni corporee” per cui una persona non si vede mai abbastanza abbronzata.

Questa “fame da abbronzatura” è stata descritta per la prima volta da dermatologi texani nel 2005, colpisce il 20% della popolazione soprattutto femminile: donne tra i 25 e i 54 anni di età, sportive, tendenzialmente magre (osservano diete rigide), attente alla cura cosmetica personale (usano creme, sieri, maschere idratanti e antiaging), si espongono al sole meglio con creme superabbronzanti e si sottopongono a sedute con lampade UV sia d’estate che d’inverno. Non hanno una buona immagine di sé, sono insicure e si sentono meglio solo se abbronzate.

Sappiamo che il sole fa bene, è un antidepressivo naturale e permette il rilascio di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina: sostanze che diminuiscono il senso di ansia e migliorano l’umore. Ma il sole presenta anche il suo conto: melanomi, macchie solari, rughe estese, secchezza cutanea, perdita di elasticità – solo per citare alcuni effetti.

Uno studio condotto dal Dott. Cagnoni  dell'Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG) ha verificato come l’utilizzo di farmaci serotoninergici (che aumentano la permanenza della serotonina nello spazio sinaptico tra i neuroni) porti le pazienti a liberarsi da questa compulsione.

Cerchiamo di esporci con attenzione al sole, esistono applicazioni scaricabili sul nostro telefono per capire il nostro fototipo e l’irraggiamento solare della località in cui ci si trova!