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lunedì 7 aprile 2025

SCCS OPINIONE SUL CONSERVANTE BUTYLPARABEN

SCCS OPINIONE DEL 10.01.2025

CONSERVANTE: BUTYLPARABEN



Attualmente il Regolamento 1223/09 sui cosmetici lo ammette fino ad una concentrazione massima dello 0,14%.
E' sicura questa esposizione nei bambini?

Sulla base della valutazione della sicurezza condotta considerando tutte le informazioni disponibili, compresi i POTENZIALI EFFETTI ENDOCRINI, il SCCS ritiene che l’uso del Butylparaben come conservante a una concentrazione massima dello 0,14% (espresso come acido) in tutti i prodotti cosmetici inclusi in questa valutazione di esposizione NON SIA SICURO per i bambini di età compresa tra 0,5-1 anno, 1-3 anni, 3-6 anni e 6-10 anni quando utilizzato in combinazione.

Ad eccezione della lozione per il corpo, è considerato sicuro nelle singole categorie di prodotti dermici e orali, se utilizzato esclusivamente nella rispettiva categoria di prodotto.

Secondo il SCCS, affinché sia sicuro per tutti i gruppi di età dei bambini considerati, la concentrazione massima di Butylparaben nei prodotti finali non dovrebbe superare lo 0,028% (espresso come acido).

venerdì 30 dicembre 2022

TRICLOSAN E TRICLOCARBAN - PARERE DEL COMITATO SCIENTIFICO - OTTOBRE 2022

Triclosan e Triclocarban sono conservanti cosmetici, presenti nell’allegato V del Regolamento sui cosmetici 1223/09, al n.23 Triclocarban, 25. Triclosan.

Sono sicuri per la salute umana?

Sono potenziali interferenti endocrini?



SCCS, Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori, Richiesta di un parere scientifico sulla sicurezza del triclocarban (CAS n. 101-20-2, EC n. 202-924-1) e del triclosan (CAS n. 3380-34-5, CE n. 222-182-2) come sostanze con potenziali proprietà di interferenza endocrina utilizzate nei prodotti cosmetici, versione preliminare del 15-16 marzo 2022, versione finale del 24-25 ottobre 2022, SCCS/1643/22


SCCS, il Comitato Scientifico sulla Sicurezza dei Consumatori, è invitato a:

identificare e giustificare preoccupazioni specifiche riguardanti l'uso sicuro di Triclocarban e Triclosan nei prodotti cosmetici

 

Sulla base della valutazione della sicurezza effettuata in considerazione di tutte le informazioni disponibili, compresi i potenziali effetti endocrini, il CSSC è del parere che:

PER TRICLOSAN


·       L'uso del Triclosan come conservante alle concentrazioni (0,3%) riportate alla voce 25 dell'Allegato V nei prodotti cosmetici applicati per via cutanea è sicuro ad eccezione delle lozioni per il corpo, se utilizzate singolarmente o in combinazione, sia per adulti che per bambini (0,5-18 anni);


·       L'uso di Triclosan come conservante nei dentifrici è sicuro alla concentrazione dello 0,3% se usato singolarmente sia per adulti che per bambini (0,5-18 anni) ma non è sicuro se usato in combinazione per bambini di età inferiore a 3 anni:


·       Per gli adulti, l'uso di Triclosan come conservante nel collutorio è sicuro alla concentrazione dello 0,2% se usato singolarmente ma non è sicuro se usato in combinazione. Per bambini e adolescenti, non è sicuro allo 0,2%, anche se usato singolarmente.



PER TRICLOCARBAN


·      L'uso del triclocarban come conservante nei prodotti cosmetici applicati dermicamente è sicuro fino a una concentrazione massima dello 0,2% sia per i bambini (0,5-18 anni) che per gli adulti, se usato singolarmente o in combinazione;


·       Oltre alla funzione conservante, l'uso del triclocarban è anche sicuro fino a una concentrazione massima dell'1,5% nel prodotto da risciacquare se usato singolarmente o in combinazione sia per i bambini (0,5-18 anni) che per gli adulti;


·       Tuttavia, l'uso del triclocarban a una concentrazione massima dello 0,2% nel collutorio non è sicuro per adulti e bambini e nel dentifricio non è sicuro per i bambini di età inferiore ai 6 anni.

Questa valutazione non include l'esposizione dei bambini attraverso le salviette.

 

SCCS, il Comitato Scientifico sulla Sicurezza del Consumatore, è invitato a:

evidenziare se esiste un potenziale rischio per la salute umana derivante dall'uso di Triclocarban e Triclosan nei prodotti cosmetici

Il CSSC non è a conoscenza dell'uso combinato di triclocarban e triclosan in un unico prodotto e, pertanto, ciò non è stato valutato.

lunedì 12 settembre 2022

CONSERVANTI COSMETICI: TRICLOSAN E TRICLOCARBAN

Triclosan e Triclocarban due conservanti usati nei prodotti cosmetici.

Quali restrizioni ha posto SCCS, il Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore, nei riguardi di tali sostanze?



TRICLOCARBAN




L'uso del Triclocarban come conservante nei prodotti cosmetici è sicuro fino a una concentrazione massima dello 0,2%.

Oltre alla funzione conservante, l'uso del Triclocarban è sicuro fino a una concentrazione massima dell'1,5% nei prodotti da risciacquare se usato singolarmente o in combinazione.



TRICLOSAN




L'uso del Triclosan è sicuro come conservante fino a una concentrazione massima:

dello 0,03% nel gel doccia e nel sapone per le mani

dello 0,2% nel collutorio

dello 0,3% nel dentifricio, nel deodorante stick, nella cipria e nel correttore delle imperfezioni

se usato singolarmente o in combinazione.


L'uso di Triclosan non è considerato sicuro come conservante fino a una concentrazione massima dello 0,3% nella lozione per il corpo se usato singolarmente o in combinazione.

L'uso del Triclosan nella lozione per il corpo è considerato sicuro quando la sua concentrazione non supera lo 0,03% se usato singolarmente o in combinazione con i suddetti prodotti.

Il CSSC non è a conoscenza dell'uso di Triclocarban e Triclosan insieme in un unico prodotto e pertanto questo non è stato valutato.




martedì 1 febbraio 2022

IL NOSTRO COSMETICO QUOTIDIANO: IL DENTIFRICIO


Cosa contiene il dentifricio che utilizziamo ogni giorno per pulire i nostri denti?
Di seguito sono scritti gli ingredienti principali e fra parentesi alcuni INCI che possiamo trovare in etichetta

1. Sostanze abrasive-leviganti, 20-45%(Calcium carbonate, Calcium sorbate, Silica, Hydrated silica, Sodium bicarbonate) per levigare la superficie dei denti
2. Umettanti (Glycerin, Sorbitol, Polyethylene glycol) per evitare la disidratazione del cosmetico. Si usano anche Xilitol e Maltitol con azione acariogena
3. Addensanti, (Carbomer, Cellulose gum, Xanthan gum, Hydroxyethyl cellulose) per dare la giusta densità al prodotto.
4. Tensioattivi (Sodium lauryl sulfate, Sodium cocoyl glutamate, Cocamidopropyl betaine, Sodium lauryl sulfate) ad azione detergente, schiumogena, bagnante, solubilizzante
5. Sostanze funzionali: fluoro (Sodium monofluorophosphate, Sodium fluoride) che aiuta a rimineralizzare lo smalto dei denti e a prevenire la formazione della carie. La quantità ammessa dal Regolamento (CE) 1223/09 è di 1500 ppm; nei prodotti per bambini si trova intorno a 1000 ppm, al di sotto dei 6 anni si raccomanda una piccola quantità, sotto la supervisione di un adulto per evitare l'insorgenza della "FLUOROSI" che comporta macchie bianche opache e puntini sullo smalto dei denti.
6. Altre sostanze funzionali: Hamamelis Virginia a leaf water, Salvia officinali leaf water
7. Edulcoranti (Sodium saccharin, Erythrol) per conferire un sapore gradevole
8. Aromi (Menthol, Mentha piperita oil, Limonene) per garantire un sapore gradevole
9. Coloranti indicati con CI +codice di 5 cifre
10. Conservanti (Triclosan, Chlorhexidine, Sodium benzoate, Benzoic acid, Sorbic acid) evitano la contaminazione microbica

lunedì 24 gennaio 2022

FORMALDEIDE E CESSORI DI FORMALDEIDE

La formaldeide è un gas, incolore e dall'odore pungente; si trova n soluzione acquosa al 37% (nome commerciale formalina).

Trova largo impiego come antibatterico e conservante.



COME VIENE CLASSIFICATA?

IARC (International Agency for Research on Cancer) include la sostanza nel GRUPPO 1: sostanza con sufficiente evidenza di cancerogenicità per l'uomo.
Regolamento 1272/2008 (Classificazione, etichettatura, imballaggio delle sostanze chimiche): sostanza irritante per la pelle Cat.2 (H315) e sensibilizzante per la pelle, Cat.1 (H317)

Perché ne parliamo?
Perché la Formaldeide (NOME INCI: Formaldehyde, Paraformaldehyde) è stata utilizzata nei cosmetici. Ripercorriamo la sua storia

Dal 2013 è in vigore il Regolamento (CE) 1223/09 sui cosmetici che include la formaldeide nell'allegato V (elenco dei conservanti autorizzati nei prodotti cosmetici) e alla voce n. 5 si leggono le percentuali ammesse: 0,1% nei Prodotti per il cavo orale; 0,2% per tutti gli altri prodotti). Negli indurenti per le unghie sussistono condizioni tali per cui la percentuale può essere del 4-5%.

MA
Regolamento 605/2014: formaldeide classificata come cancerogeno di Categoria 1B (sostanze di cui si presumono effetti cancerogeni per l'uomo)

Nel 2014 SCCS (Comitato Scientifico che controlla le sostanze chimiche presenti nei cosmetici) secondo il parere 1538/141 conclude che la percentuale d'uso negli indurenti delle unghie è al massimo del 2,2%

Regolamento 831/2019 ELIMINA LA FORMALDEIDE dall'allegato V del Regolamento 1223/09 e la INCLUDE nell'allegato II (Allegato delle SOSTANZE VIETATE nei prodotti cosmetici), alla voce 1577.



E I CESSORI DI FORMALDEIDE?

Si tratta di conservanti che nel tempo rilasciano formaldeide e sono pertanto inseriti nell'allegato V del Regolamento, dove si legge: "Tutti i prodotti finiti contenenti formaldeide o sostanze che figurano nel presente allegato e che liberano formaldeide devono obbligatoriamente indicare sull’etichetta la dicitura: “contiene formaldeide”, qualora la concentrazione di formaldeide nel prodotto finito superi lo 0, 05 % (50 ppm)."
Tale percentuale è stata rivista nel 2020 ed è stata RIDOTTA allo 0,001% (10ppm) per proteggere la maggior parte dei consumatori che sono sensibili alla formaldeide e che potrebbero sviluppare una dermatite da contatto.

martedì 19 luglio 2016

FENOSSIETANOLO: parere della Commissione europea del 16 marzo 2016

Tra i conservanti utilizzati nelle formulazioni cosmetiche, anche eco-bio, troviamo il Fenossietanolo (INCI: Phenoxyethanol), spesso in associazione con i parabeni. Si tratta di un conservante elencato nell’allegato V n.29 del Regolamento 1223/09 ed il suo uso nei prodotti cosmetici è consentito ad una concentrazione massima dell’1%.


Il fenossietanolo è un composto organico, a temperatura ambiente si presenta come un liquido viscoso, incolore, dall’odore caratteristico di rosa, è poco solubile in acqua (a meno che non sia alcalinizzata con idrossido di sodio) ma è ben solubile in altri solventi quali etanolo e cloroformio.
Agisce in un range di pH compreso tra 3 e 7; esplica attività antimicrobica buona nei confronti di batteri Gram + , Gram – e Funghi (muffe e lieviti).Il Fenossietanolo potrebbe presentare delle impurità come Fenolo (<10ppm e Ossido di etilene <2ppm).

Nel novembre 2012 l’Agenzia Francese per la Sicurezza dei Medicinali e dei Prodotti Sanitari (ANSM – Agence Nationale de Sécurité du Médicament e des Produits de Santé) a seguito di evidenze sperimentali in relazione alla potenziale tossicità del Fenossietanolo per esposizioni a dosi elevate, ha:

  • Condotto una valutazione dei rischi d’uso del Fenossietanolo nei prodotti cosmetici destinati ai bambini di età inferiore ai tre anni
  • Pubblicato un rapporto specifico sull’uso di tale sostanza;
  • Emanato una nota informativa relativa all’uso del Fenossietanolo nei prodotti destinati ai bambini di età inferiore ai tre anni, raccomandando di non utilizzare il composto nei prodotti che vengono applicati sui glutei;
  • Raccomandato di ridurre la concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4%;
  • Presentato la documentazione e richiesto allo Scientific Committee on Consumer Safety (SCCS – Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori) di effettuare ulteriori valutazioni sul Fenossietanolo.

Gli studi tossicologici disponibili hanno dimostrato che il Fenossietanolo:
  • è assorbito per via orale e cutanea; viene metabolizzato dal fegato ed escreto con le urine;
  • non è un irritante o un agente sensibilizzante per la pelle
  • provoca irritazione dell’occhio da moderata a severa
  • non sembra avere un potenziale genotossico
  • si sospetta sia tossico per la riproduzione e lo sviluppo (a dosi elevate negli animali)
  • non vi sono pubblicazioni che descrivono effetti sistemici nell’uomo a seguito dell’utilizzo di cosmetici contenenti Fenossietanolo.


Vediamo il PARERE del SCCS del 16.03.2016 (Versione originale)

TERMINI DI RIFERIMENTO
  1. Alla luce dei nuovi dati forniti, SCCS ritiene sicuro l’uso del Phenoxyethanol ad una concentrazione massima dell’1%?
  2. In fase di valutazione è richiesto ad SCCS di tener conto dei gruppi di popolazione che potrebbero essere particolarmente sensibili agli effetti di Phenoxyethanol utilizzato come conservante nei prodotti cosmetici.
  3. SCCS ha qualche ulteriore preoccupazione in merito all’uso di tale conservante nei prodotti cosmetici?


CONCLUSIONI SCCS
Sulla base dei dati forniti, SCCS ritiene sicuro l’uso del Phenoxyethanol ad una concentrazione massima dell’1%.
Nella valutazione è stato preso in considerazione il margine di sicurezza per la popolazione infantile.

Nel parere non sono state considerate esposizioni da fonti diverse dai cosmetici.

domenica 13 marzo 2016

COSMESI & ALIMENTAZIONE - CORSO SCAP - LIMENA

2015-2016
COSMESI & ALIMENTAZIONE

Mercoledì 13 - 20 - 27 Aprile
Mercoledì 4 - 11 - 18 Maggio

Salute e consapevolezza: benessere globale
Scegli ciò che metti sulla pelle e scegli ciò che mangi!

Legambiente-Limena propone per l’anno 2015-2016 un viaggio in parallelo tra cosmesi ed alimentazione; due mondi che seppur diversi, sono accomunati dall’utilizzare gli stessi ingredienti: conservanti, coloranti e grassi vegetali ne sono un esempio.
Impareremo a leggere le etichette dei cibi e dei cosmetici ed approfondiremo l’analisi degli additivi che sempre più spesso sono fonte di problematiche ed allergie.

Docenti
Laura Gregnanin, biologa, docente di chimica cosmetologica
Michela Trevisan, biologa nutrizionista
Silvia Giachelle, chef Daltrocanto
Matteo Breda, Slow Food Padova

PER INFO
www.legambientelimena.it
Sara 349 4759001

venerdì 24 luglio 2015

METHYLISOTHIAZOLINONE NEI PRODOTTI LEAVE-ON PER CAPELLI E IN TUTTI I PRODOTTI A RISCIACQUO

Il 25 giugno 2015 il Comitato scientifico per la salute del consumatore (SCCS) ha rivalutato il conservante Methylisothiazolinone (MI) in base a nuovi dati sul suo potere sensibilizzante che in Europa è in continua crescita.


Ad SCCS è stato chiesto se l’uso di MI ad una concentrazione massima di 100 ppm (quantità massima ammessa per legge) sia sicuro nei prodotti cosmetici.

1. È sicuro l’uso di MI come conservante nei prodotti a risciacquo (rinse off) ad una concentrazione di 100 ppm per quanto riguarda il suo potere sensibilizzante?
SCCS ritiene che la concentrazione di 100 ppm non sia sicura mentre lo è la concentrazione di 15 ppm nei prodotti a risciacquo.

2. È sicuro l’uso di MI come conservante nei prodotti leave-on per capelli ad una concentrazione di 100 ppm dal punto di vista dell’induzione di un’allergia da contatto?
SCCS ritiene che la concentrazione di 100 ppm di MI come conservante nei prodotti leave on per capelli non sia sicura.

3. Le opinioni del 12.12.2013 e 27.03.2014 restano valide.





QUI potete leggere il testo originale in inglese dell'opinione di SCCS.


giovedì 12 febbraio 2015

PARABENI: novità dal Regolamento 1004/2014

Il 26 settembre 2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il Regolamento 1004/2014 che modifica l’allegato V del Regolamento 1223/2009 su cosmetici.

La modifica riguarda i conservanti conosciuti con il nome di Parabeni.




La modifica afferma che:
  • Le concentrazioni di Methylparaben ed Ethylparaben e loro sali restano invariate: 0,4% per un singolo estere e 0,8% per le miscele di esteri;


  • Propylparaben, Butylparaben e loro sali: dal limite attuale consentito dello 0,4% se usati individualmente e dello 0,8% se miscelati con altri esteri, allo 0,14% per l'uso sia individuale che miscelato.
  • Propylparaben, Butylparaben e loro sali: divieto di utilizzo di questi due conservanti per i prodotti da non risciacquare destinati ad essere applicati sull'area del pannolino in bambini di età inferiore ai tre anni. La presenza di irritazione cutanea e l'occlusione possono permettere una maggiore penetrazione rispetto alla pelle integra.


Il Regolamento è entrato in vigore il 16 ottobre 2014 e si applicherà dal 16 luglio 2015 con i seguenti tempi di adeguamento:
  • 16 aprile 2015: potranno essere immessi sul mercato e importati solo prodotti cosmetici conformi al Regolamento 1004/2014;


  • 16 ottobre 2015: potranno essere messi a disposizione sul mercato solo prodotti cosmetici conformi al Regolamento 1004/2014.
Per maggiori dettagli vai QUI
Altre informazioni nel seguente POST

martedì 10 febbraio 2015

METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE e METHYLISOTHIAZOLINONE: novità dal Regolamento 1003/2014

Novità per quanto riguarda i conservanti Methylchloroisothiazolinone (MCI) e Methylisothiazolinone (MI) nel Regolamento 1003/2014 in cui si legge che:

Methylchloroisothiazolinone
  • L'impiego della miscela MCI e MI viene limitato UNICAMENTE AI PRODOTTI DA RISCIACQUO (shampoo, gel doccia, bagnoschiuma...); la percentuale di utilizzo resta invariata ossia 0,0015% (15 ppm) di una miscela 3:1 dei due conservanti. Pertanto la miscela MCI/MI non sarà presente nei prodotti leave-on come le creme che restano per tante ore a contatto con la pelle.

Methylisothiazolinone

  • Il MI, se presente come conservante in un cosmetico, deve essere utilizzato da solo, in assenza della miscela, alle percentuali vigenti, ossia 0,01% (100 ppm).








Il Regolamento 1003/2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea

il 26 settembre 2014, serie L282 e va a modificare l'allegato V del Regolamento 1223/2009.

Il Regolamento 1003/2014 è entrato in vigore il 16 ottobre 2014 e si applicherà dal 16 luglio 2015 con i seguenti tempi di adeguamento:

16 luglio 2015: potranno essere immessi sul mercato solo prodotti cosmetici conformi al Regolamento 1003/2014;

16 aprile 2016: potranno essere messi a disposizione sul mercato solo prodotti cosmetici conformi al Regolamento 1003/2014.

Per maggiori dettagli vai QUI

e leggi il mio PRECEDENTE POST

lunedì 4 agosto 2014

TRICLOSAN

Formula molecolare del Triclosan
Il Triclosan è un’organoclorina creata negli anni 60 dello scorso secolo per prevenire le infezioni negli ospedali e come tutte le organoclorine è molto stabile, è dotata di lipofilia, quindi penetrabile attraverso la pelle, e si bioaccumula.
La cosmesi ne sfrutta l’azione antimicrobica e viene utilizzato soprattutto per modificare la flora microbica cutanea, raramente viene utilizzato come conservante cosmetico.

La nostra pelle, dal momento in cui nasciamo, è colonizzata da una flora microbica costituita in maggior parte da batteri Gram + soprattutto aerobi ed in misura minore Gram – e miceti, vivono anche batteri anaerobi come il Propionibacterium acnes soprattutto nelle zone ad alta densità di lipidi come il follicolo pilo sebaceo.
La flora microbica è molto importante in quanto ci difende dall’attacco di microrganismi transitori anche patogeni.
Il Tricolsan agisce nei confronti della flora microbica residente controllandone la crescita e la sua concentrazione massima nei prodotti cosmetici era fissata al 0,3%. Lo si trova ad esempio nei prodotti per pelli acneiche, nei deodoranti, nei colluttori, nei dentifrici antiplacca ed antitartaro, nei saponi solidi e liquidi e nei disinfettanti per le mani.
Provate a leggere l’etichetta del vostro igienizzante per le mani: sicuramente lo troverete fra gli ingredienti.

Chimicamente il Triclosan è un derivato clorurato del fenolo e la sua struttura chimica è simile a quella della diossina; è insolubile in acqua ma solubile in alcol, glicole propilenico e oli, viene inattivato da lecitina e Polysorbate 80.

Il Regolamento 358/2014 ha fissato nuovi limiti per il suo utilizzo:
“dentifrici, saponi per le mani, saponi per il corpo/gel doccia, deodoranti (non spray), ciprie e correttori, prodotti per le unghie e per la pulizia delle unghie delle mani e dei piedi prima dell’applicazione di unghie artificiali: concentrazione massima d’impiego: 0,3%
Colluttori: 0,2%”

Il nuovo provvedimento è entrato in vigore il 30 aprile 2014; i nuovi prodotti potranno essere immessi sul mercato dal 30 ottobre 2014 (saranno presenti ancora i prodotti con la vecchia percentuale) e dal 30 luglio 2015 saranno messi a disposizione sul mercato dell’Unione solo i prodotti cosmetici che rispettano le prescrizioni del nuovo Regolamento.

Da anni si parla del Triclosan, perché?
Per il suo pessimo impatto ambientale nei confronti delle piante acquatiche e dei pesci, perché si bioaccumula nell’ambiente e quindi nei pesci, perché è stato ritrovato nel latte materno e nel plasma, perché ci sono studi che dimostrano come il Triclosan interferisca con il sistema endocrino, nello specifico con la produzione degli ormoni tiroidei T3 e T4.
Non ultimo: l’EPA, l’Environmental Protection Agency, americana, ha registrato il Triclosan come pesticida.

Alternative?

Utilizzare piante ricche in tannini e flavonoidi ad azione purificante e antisettica quali: Amamelide, Bardana, Betulla; e utilizzare l’olio essenziale di Melaleuca ad azione antibatterica e antimicrobica.

lunedì 28 luglio 2014

PARABENI

Formula generale di un Parabene
I Parabeni e i loro sali sono una famiglia di conservanti sintetici utilizzati nei prodotti cosmetici (nonché farmaceutici ed alimentari); chimicamente sono esteri dell’acido para-idrossibenzoico, lavorano a pH ideale fra 3 e 6,5, sono poco solubili in acqua, ad eccezione dei sali, sono incompatibili con tensioattivi anionici, non ionici e proteine.
Sono buoni antimicotici e mostrano una scarsa attività nei confronti dei batteri Gram+ e Gram -.




Il Regolamento 1223/09 (Regolamento unico europeo sui cosmetici, entrato in vigore l’11 Luglio 2013) all’allegato V (Elenco dei conservanti autorizzati nei prodotti cosmetici), descrive le concentrazioni massime d’utilizzo dei Parabeni, nei prodotti cosmetici, da rispettare per garantire un elevato livello di tutela della salute umana:
0,4% per un singolo Parabene
0,8% per le miscele di Parabeni

I Parabeni più comuni che troviamo nei prodotti cosmetici sono i seguenti:

Methylparaben e suoi sali come Sodium metylparaben
Ethylparaben e suoi sali come Sodium ethylparaben
Propylparaben e suoi sali come Sodium propylparaben
Buthylparaben e suoi sali come Potassium ethylparaben


Negli ultimi anni si è discusso molto sui Parabeni come possibili “Disgregatori endocrini” o “Interferenti endocrini”. Sono stati condotti diversi studi indipendenti per analizzare se e come i Parabeni possano penetrare nel nostro corpo e agire con un meccanismo simile agli ormoni: cioè se siano in grado di stimolare la proliferazione cellulare di alcuni organi bersaglio.
Non sono state trovate associazioni causali tra applicazione di cosmetici contenenti Parabeni e sviluppo di tumori, come quello mammario; il fatto che però va tenuto in considerazione è che i cosmetici contengono altre sostanze che possono interferire con il nostro sistema endocrino e che questi prodotti cosmetici vengono utilizzati quotidianamente. Gli effetti di tali sostanze si sommano, bisogna tener presente che siamo esposti ad un miscuglio di sostanze estrogeniche.

Cosa dice la legge a tal proposito?
Il 9 aprile 2014 con il Regolamento 358/2014 c’è stata una modifica all’impiego di alcuni Parabeni presenti nei cosmetici.
Il Comitato scientifico per la sicurezza sui cosmetici (CSSC) ritiene sicure le percentuali attualmente utilizzate ma ha vietato i seguenti Parabeni per l’impossibilità di valutare i rischi per la salute umana di tali composti:
Isopropylparaben (sale di sodio o sale di isopropilparabene)
Isobutylparaben (e suo sale di sodio o sale di isobutilparabene)
Phenylparaben
Benzylparaben
Pentylparaben
Il Regolamento 358/2014 dice che: “Il CSSC ha confermato che il Metilparabene e l’Etilparabene sono sicuri se utilizzati alle concentrazioni massime autorizzate. Per quanto riguarda il Propilparabene ed il Butilparabene sono in corso elaborazioni nel quadro della seconda fase della gestione dei rischi connessi ai parabeni”.
“Dal 30 ottobre 2014 verranno immessi sul mercato prodotti conformi a tale Regolamento, invece dal 30 Luglio 2015 verranno messi a disposizione sul mercato dell’Unione solo i prodotti cosmetici che rispettano le prescrizioni del Regolamento 358/2014”.
Il che tradotto vuol dire che fino a Luglio 2015 potremmo trovare ancora in commercio prodotti contenenti i Parabeni vietati. Cerchiamo di leggere le etichette dei prodotti che compriamo soprattutto per quelli che resteranno a contatto con la nostra pelle per diverse ore come le creme viso o corpo. I conservanti sono sicuramente importanti per mantenere l’integrità del cosmetico ma possiamo scegliere in modo più dermocompatibile, optando ad esempio per prodotti cosmetici contenenti oli essenziali (o singoli componenti degli oli essenziali) che vantano proprietà antimicrobiche.

martedì 6 maggio 2014

CONSERVANTI USATI NEI PRODOTTI COSMETICI

I conservanti sono sostanze utilizzate per IMPEDIRE L'INQUINAMENTO MICROBICO del cosmetico ed agiscono principalmente su batteri e funghi (lieviti e muffe): possono avere attività biocida, uccidendo i microrganismi, oppure batteriostatica, inibendone crescita e moltiplicazione.
Agiscono sui microrganismi, provocandone la morte con diversi meccanismi: distruzione della parete e/o della membrana cellulare, denaturazione delle proteine di membrana o citoplasmatiche, inattivazione di enzimi.
I cosmetici vengono prodotti, confezionati e stoccati in condizioni di massima igiene per evitare possibili contaminazioni microbiche, il corretto sistema conservante permette poi di mantenerli inalterati nel tempo sino al momento dell’apertura e per tutta la durata dell’utilizzo.
Si parla di sistema conservante in quanto vengono utilizzate più sostanze che agiscono ciascuna con il proprio range d’azione (azione sinergica dei conservanti).
E’ logico pensare che sistemi pressurizzati o con dosatore permettano di inserire una minore quantità di sistema conservante rispetto al tipico vasetto di crema che va aperto e il prodotto toccato ripetutamente dal consumatore, a volte senza particolari precauzioni igieniche.
I cosmetici contenenti acqua sono facilmente inquinabili, in quanto l’acqua rappresenta un terreno ideale per la crescita e la proliferazione microbica; per tale motivo quella inserita nei cosmetici va deionizzata, filtrata e irraggiata con raggi UV.
Da ricordare che i cosmetici destinati alla zona perioculare e i paidocosmetici (cosmetici per bambini) devono presentare una minore quantità di sostanze conservanti rispetto agli altri cosmetici.

Un buon conservante deve avere le seguenti caratteristiche:
  • Avere un ampio spettro d’azione con la minor dose possibile;
  • Agire meglio nella fase acquosa che oleosa;
  • Non irritare o sensibilizzare alle concentrazioni d’uso consentite;
  • Essere attivo e stabile in un ampio range di pH;
  • Essere incolore, inodore, insapore e biodegradabile;
  • Essere stabile ai raggi UV;
  • Non essere volatile;
  • Non venire inattivato da altri ingredienti come tensioattivi o proteine;
  • Non permeare o reagire con il materiale del contenitore;
  • Avere un costo contenuto e una buona maneggiabilità.
L’elenco delle sostanze usate come conservanti sono riportate nell’Allegato V “Elenco dei conservanti autorizzati nei prodotti cosmetici” del Regolamento 1223/09; in totale sono 55 e per ognuna di esse è specificata la quantità massima ammessa in un preparato cosmetico e le eventuali avvertenze.
I cosmetici più diffusi sono riportati nella seguente tabella dove ho messo in verde quelli ammessi nell’eco-bio ed in rosso quelli che destano sospetti per essere possibili disgregatori endocrini, creano problemi di sensibilizzazione sulla pelle e sono cessori di formaldeide.

CONSERVANTE
INCI
PERCENTUALE AMMESSA
NOTE
Acido benzoico e il suo sale di sodio
Benzoic acid
Sodium benzoate
2,5% (acido) per prodotti da sciacquare (eccetto quelli per il cavo orale)
1,7% (acido) prodotti per il cavo orale
0,5% (acido)
Prodotti da non sciacquare
Origine naturale
Acido sorbico e suoi sali
Sorbic acid
Potassium sorbate
Sodium sorbate
0,6% (acido)
Origine naturale
Formaldeide e paraformaldeide
Formaldheyde
Paraformaldehyde
0,1% in formaldeide libera
0,2% in formaldeide libera
Da non usare negli aerosol (spray)
In etichetta va scritto: "contiene formaldeide" se la concentrazione finale supera lo 0,05%
Parabeni
Methyl-, Ethyl-, Propyl-Buthyl-, Isobuthylparaben
0,4% (in acido) per un singolo estere
0,8% (in acido) per le miscele di esteri
Ottimi antifungini e buoni antibatterici
Possibili disgregatori endocrini
Acido deidroacetico e suoi sali
Dehydroacetic acid
Sodium dehydroacetate
0,6% (in acido)
Da non usare negli aerosol (spray)
5-bromo-5-nitro-1,3-diossano (bronidox C)
5-bromo-5-nitro-1,3-dioxane
0,10%
Evitare la formazione di nitrosamine; Cessore di formaldeide
2-bromo-2-nitro-1,3 propandiolo (bronopol)
2-bromo-2-nitro-1,3-propanediol
0,10%
Evitare la formazione di nitrosamine; Cessore di formaldeide
Imidazolidinil urea
Imidazolidinyl urea
0,60%
Cessore di formaldeide
Fenossietanolo
Phenoxyethanol
1,00%
Ammesso nei prodotti eco-bio; spesso è usato in associazione con i parabeni
Quaternium-15
Quaternium-15
0,20%
Cessore di formaldeide
1,3-bis (idrossimetil)-5, 5-dimetilimidazolidina-2,4-dione
DMDM Hydantoin
0,60%
Cessore di formaldeide
Alcol benzilico
Benzyl alcohol
1,00%
Origine naturale
Isotiazolinoni
Methylichloroisothiazolinone
Methylisothiazolinone
0,0015%
Rischio di sensibilizzazione
Diazolidinil urea
Diazolidinyl urea
0,50%
Cessore di formaldeide
Idrossimetilaminoacetato di sodio
Sodium Hydroxynethilglycinate
0,50%
Cessore di formaldeide
Benzilemiformale metanolo
Benzylhemiformal
0,15%
Cessore di formaldeide
Metilisotiazolinone
Methylisothiazolinone
0,01%
Rischio di sensibilizzazione

I conservanti, talvolta, possono causare FENOMENI ALLERGICI soprattutto nei soggetti predisposti e per evitare possibili reazioni cutanee, si tende a ridurre, per quanto possibile, la quantità del sistema conservante e ad utilizzare recipienti più protetti.

Ci si avvale inoltre dell’ausilio di co-preservanti di origine naturale, i più utilizzati sono:

  • Oli essenziali: tea tre, lavanda, timo, limone, rosmarino, menta, neroli, eucalipto, geranio, cannella, rosa, origano, pino, senape, verbena
  • Estratto di semi di pompelmo Citrus grandis: si ricava un estratto ricco di flavonoidi con proprietà antimicrobiche ad ampio spettro
  • Estratto dal caprifoglio e caprifoglio del Giappone, Lonicera caprifolium e Lonicera japonica,
  • Acido usnico ricavato da lichene islandico
  • Glyceryl Laurate, monogliceride dell’acido laurico con attività verso gram+ e funghi; Glyceryl Caprate e Glyceryl Caprylate
  • Etanolo a dosaggi superiori al 15-20% si comporta da conservante.